I nostri alberi da sughero

Molinas - Infografica sulla produzione delle foreste di sughero Tutto comincia dalla foresta. La foresta è il primo reparto di un sugherificio. Svolgere con attenzione la raccolta del sughero, senza arrecare alcun danno alle piante, costituisce l’elemento essenziale per trasferire questa grande ricchezza alle generazioni future. È li che si fa la prima e indispensabile selezione del sughero, dalla quale dipendono tutte le lavorazioni successive e la qualità finale di ciascun prodotto.

Proprio per questo, il Sugherificio Molinas, già da diversi anni, attua una strategia volta alla selezione, acquisizione e gestione diretta di tantissime foreste, non solo nelle zone più vocate della Sardegna, ma anche in Toscana. Tanto che, negli anni, il patrimonio boschivo del Sugherificio Molinas ha raggiunto 8.000 ettari di superficie. In queste foreste, che costituiscono anche un’enorme risorsa ambientale e naturalistica, decine di operai sono costantemente impegnati in delicati lavori di manutenzione e cura sia delle sughere che del sottobosco. Il tutto finalizzato a tutelare il delicato equilibrio dell’intero sistema, compresa la biodiversità che lì trova dimora e sostentamento, ma soprattutto per assicurare che queste foreste migliorino costantemente la qualità del loro sughero.

Foreste di sughero MolinasTutti fattori indispensabili per ottenere prodotti ancora più performanti e capaci di rispondere a tutte le richieste ed esigenze dei nostri clienti. Un grande sforzo imprenditoriale che assicura al Sugherificio Molinas un primato assoluto fra tutte le imprese del settore. In questo momento, infatti, è l’unico sugherificio capace di assicurare un controllo totale del flusso delle sue produzioni, partendo dalla foresta fino alla consegna dei prodotti finiti.

Questa specifica attività del Sugherificio Molinas acquista un valore straordinario nell’ottica della più ampia tutela e salvaguardia di una straordinaria risorsa ambientale la cui importanza viene troppo spesso trascurata. La quercia da sughero, infatti, per la sua altissima capacità di vivere in terreni e in climi aridi come quelli che si affacciano sul bacino occidentale del Mediterraneo, costituisce un’importante barriera alla desertificazione che ormai minaccia anche grandi aree dell’Europa meridionale. Infatti, non solo resiste a lunghi periodi di siccità, ma con la sua chioma impedisce una rapida disidratazione del terreno sottostante difendendo, così, anche tante altre specie vegetali che con lei vivono nel bosco in una perfetta simbiosi.

A testimonianza di questa straordinaria forza esistono tantissimi patriarchi vegetali che con i lori tronchi imponenti e le loro chiome maestose sfidano tutte le avversità da tempo immemorabile. Alcuni anche da oltre trecento anni. Una risorsa ambientale che contribuisce in maniera considerevole anche al rilascio di ossigeno in atmosfera in quantità superiore di quattro volte a quella della CO2 assorbita.

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